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Juana Romani: “la petite Italienne” Da modella a pittrice nella Parigi fin de siècle

dal 22 Dicembre 2017 al 28 Gennaio 2018 - Segnalato da Alessandra
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info:
Velletri (Roma), Convento del Carmine, piazza Trento e Trieste, 54
Anteprima per la Stampa: 22 dicembre 2017, ore 12.00
presentazione e inaugurazione 22 dicembre 2017 ore 18.00
apertura al pubblico dal 23 dicembre 2017 al 28 gennaio 2018( comprese festività )
dal lunedì alla domenica, 9.00h-19.ooh; venerdì e sabato aperta fino alle 22.00; INGRESSO GRATUITO

Juana Romani: “la petite Italienne” Da modella a pittrice nella Parigi fin de siècle Nel Refettorio, sede della mostra, viene presentata una selezione di dipinti e sculture, rappresentative del suo ruolo di modella e pittrice: tra questi il grande "Ritratto di Juana Romani" dipinto da Ferdinand Roybet, oggi in collezione privata romana, e la conturbante ed enigmatica "Figlia di Teodora", uno dei quadri più suggestivi della sua ricerca artistica, da una raccolta francese. Un ricco materiale iconografico e documentario inedito (disegni, incisioni e periodici d’epoca) permette al pubblico di conoscere la fortuna dell’artista nel contesto della pittura dei Salons, e le sue affermazioni nelle Expositions universelles: Juana è forse la pittrice donna più celebre a Parigi dal 1895 al 1905.
L’ispirazione di Juana Romani, legata ad una profonda riflessione sull’universo femminile, è spesso rivolta a personaggi letterari (Angelica, dall’Orlando Furioso) donne celebri della tradizione biblica (Salomè) o note per vicende storiche (Bianca Cappello), cui l’artista presta le sue sembianze, in autoritratti di “femminismo esagerato” (Armand Silvestre). L’artista rifiuterà sempre di far parte di associazioni di “femmes peintres”, rivendicando la parità di genere, conquistata sul campo nelle lotte con gli artisti uomini, quale profonda aspirazione del suo talento. "Mina da Fiesole", ritratto in cui compare come una donna nei panni del celebre scultore rinascimentale, da lei ammiratissimo, vede la Romani anticipare le moderne teorie di abbattimento del gender: un’operazione di proiezione di sé in un artista uomo del passato che supera persino George Sand, l’ardita amante di Chopin e le sue mìses en travesti.

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