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Visita Guidata a cura dell'Associazione Passeggiate per Roma

il 08 Giugno 2018 - Segnalato da Livia De Stefano
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info:
Data: Venerdì 8 Giugno 2018
Quota di partecipazione: Intero: € 10,00 - Ridotto: € 7,00 (da 10 a 18 anni)- Bambini: gratuito
Biglietto di ingresso: € 6,00 a persona
Durata Visita: 2h
Appuntamento: Ore 16:30 - Via Giulia, 1
Prenotazioone obbligatoria
Info e prenotazioni:
Contattare Livia De Stefano
Scrivere all'indirizzo Email: liviadestefano@passeggiateroma.eu
Tel. 347.1007191
L’incontro è condotto da Donatella Cerulli, storica e studiosa di tradizione romana
A cura dell'associazione Culturale Passeggiate per Roma
twitter.com/passeggiateroma
www.facebook.com/passeggiateperroma
twitter.com/passeggiateroma

Visita Guidata a cura dell'Associazione Passeggiate per Roma Il palazzo fu realizzato nel 1576 dalla famiglia Odescalchi. Acquistato successivamente da Mario Farnese, fu venduto nel 1638 alla famiglia fiorentina dei Falconieri, trasferitasi a Roma e divenuta ricca e potente con l’appalto delle gabelle del sale. Nel 1927 fu ceduto al governo ungherese e dal 1928 vi ha sede l’Accademia di Ungheria.
Tra il 1646 e il 1649 Francesco Borromini, su incarico di Orazio Falconieri, ampliò il palazzo e realizzò una elaborata decorazione a stucchi dorati di quattro sale del piano nobile che presentano, ancora oggi, raffigurazioni di difficile interpretazione.
Ed è proprio in questo palazzo, infatti, che scopriamo i suoi aspetti più intimi e personali. Poco amato dai suoi allievi e probabilmente vittima di un profondo conflitto interiore che lo vedeva scisso tra una fortissima religiosità e una pari attrazione verso l’esoterismo e la simbologia occulta, molto di moda nei circoli culturali dell’epoca, scalpellino dall’infanzia, membro attivo dell’Università dei Marmorari, Borromini resta ancora oggi un rompicapo intorno al quale si danno le interpretazioni più disparate sulla simbologia nascosta nei suoi capolavori. Di lui ci restano opere fra le più originali di Roma e un motto condiviso dalla propria corporazione muratoria: «esporre segretamente e dimostrare silenziosamente». E questa sua enigmatica opera - dove mistero e bellezza si fondono in un architettura in cui ogni cosa pare tendere verso l’alto per culminare in un’altana sospesa nel vuoto da cui dominare con lo sguardo l’intera città - sembra esserne la più coerente conferma

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