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Cattedrali di carta. Luoghi dell’inconscio

dal 26 Ottobre 2019 al 08 Novembre 2019 - Segnalato da Federica
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info:
Artista: Marcello Spada
A cura di: Cecilia Paolini
Data: dal 26 ottobre all’8 novembre 2019
Inaugurazione: 19 ottobre 2019 ore 18.30
Testi: Cecilia Paolini
Allestimento: Augusto Marcello Mazzotta
Coordinamento: Massimo Vianello
Fotografie: Edoardo Rutigliano
Sede: Art G.A.P. Gallery,
Indirizzo: Via di San Francesco a Ripa, 105/a, Roma, RM.
Tel. 06.9360201
Sito web: www.artgap.it
Fb: art gap

Cattedrali di carta. Luoghi dell’inconscio Acquarellista da sempre, Marcello Spada comincia la sua attività nel lontano 1994 con una prima esposizione collettiva nella Galleria di Luce Monachesi in via del Babbuino a Roma, cui fa seguito due anni dopo una seconda presso Il Triangolo Verde nello storico quartiere capitolino di campo de’ Fiori.
A questo inizio seguiranno numerose altre mostre, tra cui la sua prima personale in uno spazio pubblico che si tenne nel 1999 a Palazzo Bruschi di Tarquinia. Dopo aver esposto in varie città europee, tra cui Parigi, nel 2006 Spada è stato ospitato di nuovo a Palazzo Bruschi per una personale.
In questa mostra antologica, il titolo Cattedrali di carta evoca il rapporto carta-colore di Spada, il quale costruisce attraverso un preciso studio di pieni, vuoti e sfumature, palazzi immaginari e prospettive fantasiose con il solo uso dell’acquerello, tecnica che Marcello Spada padroneggia perfettamente da 25 anni. L’intimità della luce, che crea atmosfere suggestive nei suoi dipinti, riporta a Turner, e a un pathos lirico nell’uso dei bianchi, che creano luoghi non luoghi, con assenza di tempo e spazio, sui quali sovrastano le sue architetture che sembrano sospese in aria. Soltanto una grande padronanza del supporto della carta, opportunamente trattata, oltre a un sapiente gioco del colore, può rendere vive queste costruzioni architettoniche: come dei sogni, le cattedrali di carta nascono dalla mente di Spada in prospettive aeree e sfondo conclusivo di paesaggi, a volte naturalistici, a volte cittadini, spesso nebulosi e oserei dire spettrali, in un luogo sospeso della memoria da cui sorgono i ricordi. La conoscenza dello spazio geometrico che definisce queste cattedrali le rende credibili, imponenti in una rarefazione tutt’altro che reale, ma assolutamente in sintonia con le atmosfere che tanto caratterizzano i processi con cui la mente ricorda.
La presenza di soggetti umani è ridotta al limite, in alcune figurine ritratte per la strada, come se non fosse importante la presenza umana in una scenografia già così ricca. Le cattedrali dunque rimangono le vere protagoniste, anche nelle vie della città, anche in un fiume in mezzo alla natura, o in una bianca scalinata. È un richiamo alle rovine romane dei paesaggi settecenteschi o di alcuni capricci veneziani, che facevano dell’architettura motivo quasi decorativo, ma ecco in Spada diventano, al contrario, un elemento compositivo sostanziale anche se puro sfondo, e quindi conclusione e non inizio dell’opera. Le Cattedrali di carta rappresentano l’approdo attuale di un nuovo percorso artistico di Spada, punto di svolta nella sua esperienza pregressa, e delle sue sperimentazioni con materiali diversi come le resine, che vanno ad arricchire e materializzare i suoi acquerelli.

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