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Roma CineFotofestival

dal 14 Aprile 2014 al 09 Giugno 2014 - Segnalato da Scuola Romana di Fotografia
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info:
Inaugurazione 14 aprile 2014
Via Giosuè Borsi, 18 – Roma

Mostra fotografica di Emilio Lari
Beatles, Barbarella e Fellini – gli scatti di scena degli anni Settanta
e
prima lettura di portfolio per il conferimento delle borse di studio

ROMA CINEFOTOFESTIVAL 2014
VI Edizione

Inaugurazione 14 aprile 2014
Via Giosuè Borsi, 18 – Roma

Mostra fotografica di Emilio Lari
Beatles, Barbarella e Fellini – gli scatti di scena degli anni Settanta
e
prima lettura di portfolio per il conferimento delle borse di studio


La manifestazione avrà inizio il 14 aprile dalle ore 15:00 fino alle ore 19:00 con una mostra fotografica di Emilio Lari, nell'ambito del Roma CineFotoFestival - giunto oggi alla VI edizione - volto a stimolare la produzione artistica, aperto a tutti: giovani e non, dilettanti e professionisti, a chiunque senta forte l’esigenza di esprimere il proprio talento e le proprie emozioni attraverso l’arte della fotografia e del cinema, che dall'anno scorso dà vita a una sezione del concorso.
Dalla realtà virtuale di “facebook” alla quale siamo tutti abituati, ad un vero e proprio incontro o “face to face”, così si potrebbe chiamare questa giornata, evento irripetibile per entrare in contatto e conoscere l'opera del fotografo di scena di moltissimi set internazionali dai primi anni Sessanta ad oggi. La mostra presenta una scelta di foto dei Beatles - John Lennon, Paul McCarthney, Ringo Starr e George Harrison - dal set del film Help, di Jane Fonda da Barbarella e di Federico Fellini.
Concluderà la serata un brindisi augurale.
Con questa mostra la Scuola Romana di Fotografia e Cinema e il Roma CineFotoFestival, aprono le selezioni per il conferimento di borse di studio (scadenza bando il 15 aprile), destinate a studenti capaci e meritevoli e presentano sette OPEN DAY a partire dal 14 aprile fino a giugno 2014, che si terranno nella sede della scuola, durante i quali si svolgeranno mostre e incontri con fotografi, filmakers e personaggi di rilievo.

Il calendario del Roma CineFotoFestival proseguirà il:

lunedì 5 maggio ore 15,00 - REPORTAGE • Lina Pallotta “Wanderings” • Massimo Mastrorillo “Bosnia and Herzegovina: if Chaos awakens the Madness”
mercoledì 14 maggio ore 15,00 - MODA E RITRATTO • Susi Belianska “Fashion Alchemy” • Michele De Andreis “Artificial Sunshine” • Eolo Perfido “Portraits”
venerdì 23 maggio ore 15,00 - CINEMA • Ruggero Deodato presenta “Cannibal Holocaust” (1980), a dieci anni dall'ultima proiezione del film nella rassegna Italian Kings of the B's, nell'ambito della Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia, si presenta un film che per l'intenso realismo delle sue scene è spesso ritenuto come il film più violento e controverso mai realizzato in tutta la storia del cinema, portatore di una forte critica al mondo contemporaneo e per certi versi anticipatore di pellicole come Natural Born Killers (1994).
lunedì 26 maggio ore 15,00 - TRAVEL • Riccardo Improta “Landscapes” • Gianni Iorio “Asia”
martedì 3 giugno ore 15,00 - RITRATTO E STILL LIFE • Mauro Panci “Eyecatcher” • Stefano Compagnucci “Mappe alchemiche” • Ernesto De Angelis “Forme in natura”
lunedì 9 giugno ore 15,00 - VISUAL ART • Augusto Pieroni "Fleurs".
In tutte le serate sarà possibile visionare il Compendium, la seconda edizione della pubblicazione a cura della Scuola, ove si presenta una scelta di fotografie degli allievi dell'anno in corso.

Le selezioni per le borse di studio si svolgeranno, previo appuntamento, presso la sede della Scuola Romana di Fotografia e Cinema in via Giosuè Borsi 18, Roma e la graduatoria finale verrà resa pubblica nel corso dell’ultima giornata della manifestazione, che si svolgerà nel mese di Settembre 2014.
Emilio Lari nasce a Roma nel 1939.
Giocatore di Rugby di cui indossa la maglia della Nazionale negli anni ’50. Inizia a fotografare da giovanissimo. A 19 anni entra a far parte dello studio di Pierluigi Praturlon, di cui diventa assistente, lavorando su set storici come “Ieri, oggi e domani” di De Sica.
Nel 1962 si trasferisce a Londra presso la sede inglese dell’agenzia e vi rimane due anni e mezzo seguendo molte produzioni internazionali, tra cui i primi film dei Beatles e Agente 007 Thunderball - Operazione tuono di Terence Young.
Nella sua lunga carriera ha lavorato sui set di circa 130 film, sia italiani (da “Ieri, oggi, domani” di De Sica a “Intervista” di Fellini) sia internazionali (da “Toro scatenato” di Scorsese, su cui ha eseguito un lungo special, ai tre episodi de “Il padrino” di Coppola).

La Scuola Romana di Fotografia e Cinema è un significativo elemento promotore della vita artistica nella Capitale, che nasce dal sogno e dal progetto del pittore e fotografo Angelo Caligaris. Nel 1992 fu lui ad avviare, insieme a Duccio Trombadori, l’esperimento di una struttura didattica in grado di formare fotografi professionisti addestrati ai diversi segreti e alle complesse tecniche dell’espressione. Laboratorio fotografico, processi di comunicazione visiva, ricerche di composizione in studio e di ripresa dal vero, sperimentazione di nuove tecnologie, sono tutte parti di un insegnamento nel quale fotografia ed arte partecipano di una comune esperienza estetica.
Questo, in breve, è il resoconto di una storia recente. Ma è importante notare che l’idea di una “Scuola Romana”, legata alla teoria e alla pratica della fotografia, ha radici più profonde. Già nel 1847 una cerchia di fotografi internazionali, attenti alle più recenti novità della tecnica fotografica, si riuniva al Caffè Greco per riflettere insieme e pianificare la loro attività concentrandola sull’architettura e il paesaggio urbano della Roma di Pio IX. I nuovi negativi su carta e i riferimenti all’immaginario pittorico romantico univano il gruppo in un lavoro entusiasta e metodico. Accanto ai francesi Flachéron, Normand e Constant, del movimento – di cui si sono occupate alcune grandi mostre parigine – facevano parte Giacomo Caneva e il britannico James Anderson, rivale degli Alinari nel fissare l’immaginario urbano nella forma-cartolina valida ancora oggi.
Ci conforta pensare che il nome della nostra “Scuola Romana” risalga a un passato così nobile e sperimentale, insieme romano e cosmopolita. E ci piace anche riconoscere che del nostro albero genealogico fa parte anche quella “Scuola Romana” emersa come voce originale nella pittura degli anni ’30. Così nella nostra ambizione culturale scorre la linfa della radice progressista di grandi artisti che furono più che mai attenti ai problemi più urgenti e vitali dell’uomo, senza piegarsi alla retorica magniloquente, ai rozzi e altisonanti linguaggi del potere, alla vuota e ampollosa maniera ufficiale.
D’altra parte è giusto sottolineare l’altra componente essenziale della nostra identità: quella della ricerca fotografica, appassionata e socievole, che a stento si accontenta di ciò che è stato già detto, fatto, visto e sentito. Siamo eredi di tendenze che nascono dal territorio ma per vocazione parlano linguaggi universali. L’arte e la fotografia fanno facilmente accademia, a meno che non si crei un nucleo di pensiero e di azione che promuova la libertà della ricerca senza rinunciare alla disciplina del mestiere. Le scuole romane hanno avuto questa vocazione e noi ne siamo eredi.
Nasciamo un po’ come pini a ombrello sulle terrazze del Pincio proiettati in alto a dominare prospettive lunghissime, sopraffatti dal panorama neoclassico di Piazza del Popolo e dai suoi colori al tramonto; nasciamo un po’ tra gli sventramenti di Borgo, accurati come i trapassi tonali dei quadri di Mafai, assetati come i bianchi e i rosa calcinati di Pirandello, eleganti e crudeli come i rossi di Scipione; ci sentiamo a casa tra la folla che sciama eccitata per piazza di Spagna e, a Natale come a Ferragosto, parla tutte le lingue del mondo; ma siamo a casa pure tra la folla disperata e ferita che, il 19 luglio ’43, si assembra per ascoltare Pio XII accorso allo Scalo di San Lorenzo tra le macerie dei bombardamenti.
Crediamo alla presa diretta con le cose, ad affinare le strategie documentarie, ma anche a raffinare i legami tra sguardo fotografico e sguardo artistico, in un processo formativo dell’identità del fotografo non solo come professionista, ma soprattutto come consapevole testimone, osservatore e interprete del suo tempo. Abbiamo tante storie da raccontare e altrettante ne vogliamo conoscere; con tante esperienze da trasmettere e altrettante ancora da vivere. Siamo immersi nella storia mentre esploriamo i segnali del futuro. Viviamo e portiamo il testimone della ricerca creativa e fotografica, dell’impegno sociale e del contatto col territorio, in una delle città che da sempre parlano al mondo. Di questo siamo profondamente consapevoli ed orgogliosi, ed è questo il bagaglio che portiamo all’incontro con gli altri, nel connetterci al network globale del XXI secolo.

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