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L'Accademia "Silvio D'Amico" presenta il saggio di diploma dell'allievo regista Carmelo Alù

dal 14 Dicembre 2017 al 21 Dicembre 2017 - Segnalato da Renata
|

info:
Teatro Studio "Eleonora Duse" - via Vittoria 6

dal 14 al 21 dicembre
ore 20.00 | domenica 17 ore 18.00

Ingresso libero (fino ad esaurimento posti) con prenotazione obbligatoria:
Info line tel. 334 1835543
Attivo dall’11 dicembre (dal lunedì al sabato ore 10-13 e 14-17)

L'Accademia "Silvio D'Amico" presenta il saggio di diploma dell'allievo regista Carmelo Alù Quando penso a Filottete mi viene in mente un uomo imbronciato.
Non l’ho mai visto malato, né tantomeno zoppo. L’ho visto costretto all’inabilità: il tempo, come Odisseo, lo ha lasciato indietro e noi contemporanei alla fine lo abbiamo dimenticato.
È un relitto, qualcosa che dovrebbe stare in un posto e invece è franato in un altro.
La bellezza di questa storia sta nella finzione. Il teatro, come in Shakespeare, diventa la chiave per svelare i nodi delle vite umane. Qui è Odisseo che innesca il gioco, diventando un regista per l’attore Neottolemo che sale sul palco e inventa verità, usando la sua vita, credendoci al punto da doverci rinunciare e svelare quindi, allo spettatore Filottete, l’inganno.
Carmelo Alù


Non è un caso che il mito di Filottete, l'uomo abbandonato sull'isola di Lemno da Odisseo durante il viaggio verso Troia, sia stata riscritta da molti autori attraverso i secoli. La sua storia racchiude nel corpo di un uomo martoriato dalla malattia un mistero che solo apparentemente è quello del dolore e del risentimento: Filottete è una domanda inesauribile sul tempo, sul destino, sulla capacità di resilienza dell'uomo. Dieci anni di solitudine sull'isola di Lemno hanno convinto tutti, dal protagonista a chi oggi torna per trascinarlo al fronte, che solo l'odio possa tenere in vita chi ha subito un'ingiustizia. E invece forse in questi dieci anni di sguardo ficcato sull'orizzonte, in attesa di qualcuno che arrivi a salvarlo, o anche solo della morte che arrivi a spegnere ogni luce, Filottete senza saperlo ha attraversato un tremendo rito di iniziazione. Di cui lui, arciere che non può più contare sul proprio braccio per un misterioso scherzo del destino (come nelle versioni più antiche del mito), non può riconoscere la natura. Solo l'arrivo di Neottolemo, figlio di Achille, e di Odisseo, tessitore dell'inganno necessario a portare Filottete a quel fronte che non ha mai visto, lo costringeranno a guardare se stesso per quello che è: un uomo, più intero di quanto non voglia pensare lui stesso. Ma in questa storia, che è sempre stata raccontata come terribilmente e esclusivamente maschile, oggi si aggiunge la visione complessa del femminile: unica sopravvissuta di una genia di donne assassine, la Donna di Lemno ha passato dieci anni al fianco di chi sarebbe un eroe, se solo avesse una guerra per dimostrarlo. E sarà lei, spezzando le maglie dei moralismi, dei pre-giudizi, e del tepore del risentimento, a restituire gli uomini al proprio destino, ma anche a scegliere per se stessa un destino diverso.
Letizia Russo



con Paolo Musio, Alvise Camozzi, Marina Occhionero, Carmelo Alù.

Supervisione alle scene Dario Gessati - Costumi Gianluca Falaschi - Luci Pasquale Mari – Supervisione ai Movimenti Francesco Manetti - Aiuto Regia Luca Vassos - Direttore di Scena Alberto Rossi - Sarta Manuela Stucchi - Foto di scena Riccardo Freda.

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