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Il 4 e 5 ottobre alle ore 21 la compagnia Bartolini/Baronio torna al Teatro Biblioteca Quarticciolo con Carmen che non vede

dal 04 Ottobre 2018 al 05 Ottobre 2018 - Segnalato da Teatro Biblioteca Quarticciolo
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info:
Ore 21:00
Teatro Biblioteca Quarticciolo Via Ostuni 8 - Roma

Direzione artistica Veronica Cruciani

Info e prenotazioni tel 06 69426222 – 0669426277 promozione@teatrobibliotecaquarticciolo.it

Botteghino feriali ore 18-21.30, festivi ore 16-18.30

Biglietti : intero 12 euro; Ridotto 10 euro (over 65, under 24, possessori Bibliocard)

Il 4 e 5 ottobre alle ore 21 la compagnia Bartolini/Baronio torna al Teatro Biblioteca Quarticciolo con Carmen che non vede Il 4 e 5 ottobre alle ore 21 la compagnia Bartolini/Baronio torna al Teatro Biblioteca Quarticciolo con Carmen che non vede

Carmen che non vede l’ora, prima ancora di tradursi sulla scena, è stato l’incontro con una biografia, con la storia di una donna incontrata durante uno dei nostri laboratori teatrali. Quella biografia che è andata trasformandosi durante il lavoro, parlava anche di noi, del nostro paese e ci poneva domande sul senso del raccontare ancora storie che ci riguardano. L’urgenza di questa narrazione è diventata un viaggio artistico attraverso un caleidoscopio di formati e linguaggi, nel tentativo di ricostruire una vita. Carmen è il viaggio di una donna qualunque alla ricerca della sua libertà, ma è anche il viaggio di un uomo alla ricerca della sua coscienza che risponde parlando, cantando e suonando, a quel gioco del teatro, che il femminile mette in moto, per ricucire, insieme al pubblico, ciò che la violenza ha fatto a pezzi. Carmen è una profonda e vertiginosa immersione dentro la storia del nostro paese dalla fine della seconda guerra mondiale fino ai nostri giorni, ed è un viaggio alla ricerca di un corpo e del suo posto nel mondo, uno scontro con altri corpi, una lotta contro la violenza e la sopraffazione. La nostra Carmen è un viaggio umano che va indietro e avanti nel tempo, che non vede l’ora di scoprire cos’è corpo e dov’è bellezza.

La storia di Carmen che non vede l'ora è un'antistoria; non vuole essere favola e forse non sa essere neanche racconto.
Non si fa prendere, deformare, comprimere in un'ordinata sequenza narrativa, non si piega a nessun finalismo ideologico e paternalistico.
Non accade nella dimensione consolatoria dell'affabulazione.
E' orizzontale, non consente di fare scelte, di stabilire nell'occhio priorità o gerarchie.
E' una corrente, ci passa attraverso ed è ancora altrove.
Possiamo solo balbettarla o "fare finta che", prestando i nostri corpi ai "formati" con cui cerchiamo di incorniciarla.
Noi donne lo sappiamo che avviene misteriosamente nelle nostre pance, in forma di promessa.
Perché raccontare una storia è un atto di fede nel futuro, potente e provvisorio, come ogni promessa.

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