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Lo spazio di una mirada

dal 18 Gennaio 2020 al 24 Gennaio 2020 - Segnalato da Federica
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info:
TIPOLOGIA: Mostra personale
INAUGURAZIONE: sabato 18 gennaio 2020 ore 18.30
DATE: dal 18 gennaio – al 24 gennaio 2020
LUOGO: ART G.A.P. Gallery (ROMA)
CURATORE: Monica Pecchinotti
ARTISTA: Simona Mazzolo

Lo spazio di una mirada L’artista e ballerina Simona Mazzolo presenta alla galleria Artgap dal 18 Gennaio 2020 all 24 Gennaio 2020 una serie di opere informali, utilizzando tecniche varie, principalmente acrilico, su diversi supporti (carta giapponese, tela, cartoncino nero). I suoi temi sono naturali, si passa dall’Acqua all’Aria per poi ricongiungersi a Musica e Danza, Giappone,e tornare, dopo un omaggio a Mirò ,alla Primavera e al Lago. Da ultimo la Mazzolo proporrà dei Ballerini nella notte, una figura unica a due personaggi che con le sue trasparenze ci da’ un idea di mondo etereo ed estremamente musicale.
Nella sua produzione risuona un movimento, quello della danza, che si trasforma in gesto e colore con semplicità di passaggio da una disciplina all’altra.
Nei suoi primi lavori si osserva un affollarsi di segni, che con la loro leggerezza vogliono dare l’idea della armonia della danza. La sua rappresentazione dell’acqua, con droppage di colore su tela già colma di colore e segno,porta ad una ricerca formale molto ricercata e raffinata .La scelta dei materiali non è lasciata al caso,e fa parte di un percorso in cui il ritmo e la musicalità sono fondamentali.
Con lo sviluppo della sua tecnica Simona Mazzolo, adoperando la sua arte segnica con più disinvoltura e su supporti diversi, cambierà la composizione ma anche l’uso del colore che da limitato (massimo due o tre colori per tela) diventerà multicolore, come in “Danza” ed in “Giappone” . Quello che più colpisce nel suo utilizzo del segno è l’estrema libertà con la quale l’artista crea linee concave, convesse, spezzate, cerchi, graffi e intarsi di colore.
L’uso del supporto nero inoltre esalta una ricerca spaziale più approfondita, nella quale Simona troverà tratti naturalistici, richiami al reale ed un maggior senso della tridimensionalità. L’uso del nero, del rosso, delle terre la porta ad una maggiore matericità e una ricerca di spazio e volume più accentuato, a “bucare l’anima” per esprimere il suo contenuto più profondo.
Nella sua gestualità dell’omaggio a Mirò invece troviamo il movimento, il ritmo di un “ocho” piuttosto che di un Adorno o di un Cortes, passi di Tango Argentino che con la loro disciplina si possono ritrovare tracciati in un simbolismo parallelo, quello della pittura del divertissement.
Piace pensare che tutto questo si svolga nello spazio di una Mirada, sguardo di intesa e di invito tra due ballerini, una dualità che riflette ciò che Simona comunica, cioè una forte empatia ma accennata, proposta con timidezza e poi travolta da una maggiore sicurezza come in un ballo di Tango Argentino.
Testi di Monica Pecchinotti.

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